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Elia Frapolli Consulenza e Turismo

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La ricetta in quattro live talk: «Così il nuovo coronavirus farà rinascere il turismo»

7 aprile 2020, TicinOnline

L'iniziativa di Elia Frapolli, ex direttore di Ticino Turismo: «Quello che sta accadendo può essere un'opportunità».

Ospiti di prestigio in una serie di conferenze pubbliche via web. Il tutto in un periodo, quello pasquale, che solitamente rappresenta il trampolino di lancio della stagione. Ecco tutti i retroscena.


di Patrick Mancini
Giornalista

LUGANO - Almeno avesse piovuto… Forse ci sarebbero stati meno rimpianti. Invece no. La settimana che anticipa la Pasqua prevede un tempo meteorologico fantastico. Decine di albergatori ticinesi si stanno mordendo le mani. Il Covid-19, e le conseguenti imposizioni delle autorità, hanno tagliato loro le gambe. Almeno in quello che doveva essere il trampolino di lancio della stagione. Ma c’è chi vuole, comunque, vedere il bicchiere mezzo pieno. È Elia Frapolli, ex direttore di Ticino Turismo, che oggi si occupa proprio di consulenza turistica.

Frapolli, cosa si è inventato? «Una serie di quattro live talk gratuiti e interattivi con ospiti d'eccellenza, per preparare con positività la ripartenza del turismo ticinese e guardare insieme #oltrelacrisi. Si parte già giovedì 9 aprile. Registrarsi è semplice e gratuito, attraverso il sito www.fu-turismo.ch dove è possibile consultare i dettagli di tutti gli appuntamenti».  

Qual è il suo scopo?  «Prima di tutto voglio lanciare un messaggio di positività. Perché ora, dopo tante notizie brutte, è di quello che c’è bisogno. E poi voglio invitare tutti gli albergatori già adesso a pensare al “dopo”. Non bisogna addormentarsi e deprimersi. Se tu adesso non ragioni più sul “dopo”, quando poi arriva il momento di ripartire “sei in letargo”, “ti sei spento”».

Adesso, però, è ancora il momento di stare a casa.  «Sono d’accordo. Ci mancherebbe. L’emergenza sanitaria non è ancora terminata. Infatti io parlo di pianificazione futura. Questa crisi sta accelerando dei cambiamenti che già stavano avvenendo. Approfittiamone ora per cambiare anche noi».  

A quali cambiamenti si riferisce? «Il turismo che arriverà “dopo” sarà diverso. Molto più consapevole. La gente, per qualche anno, ci penserà dieci volte, prima di fare viaggi lunghi e lontani». 

Un vantaggio enorme per il Ticino? «Un’opportunità. Il Ticino, se uno se la gioca bene, può essere la meta ideale per un turismo esperienziale, basato sull’autenticità. Già da qualche anno la gente cerca le esperienze. Era e resta un trend. C’è chi, come vacanza, decide di passare una settimana all’interno di un convento, tanto per fare un esempio. Chi, magari, vuole puntare sulle esperienze enogastronomiche. O su quelle in mezzo alla natura. Per gli operatori turistici è il momento giusto per reinventarsi».

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